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Ideazione e testi del sito:
Orazio Ciccone 

19.04.2016  -  NOTA DEL SINDACO DI CASTELTERMINI NUCCIO SAPIA SULLA SAGRA DEL TATARATA 2016.

 

"E’ di grande attualità la polemica che imperversa, specialmente sui social, circa una voce insistente secondo la quale la festa di S. Croce non si farà.

A scanso di equivoci chiarisco subito che l’unico titolato a scrivere la parola fine sulla festa, quale rappresentante della collettività, è il sindaco….. e nessun più, e questa parola, che mi risulti, il Sindaco non l’ha scritta né ha alcuna intenzione di scriverla.

Accade spesso che una notizia lanciata da taluno venga via via deformata fino al punto da diventare verità consacrata e, come conseguenza, di lì a poco si apre il solito rito delle invettive e degli insulti all’indirizzo degli amministratori.



Già il Di Giovanni nel suo testo “notizie storiche su Casteltermini e suo territorio” riporta il detto, riferito a molti secoli addietro, “si fa o non si fa come la festa del Tataratà.

La sagra alla fine, come per incanto, si è sempre celebrata, tranne le brevi sospensioni dovute ad eventi bellici, forse perchè il suo fascino e, soprattutto, l’attaccamento dei Castelterminesi alla tradizione ha prevalso sempre sui dubbi e le difficoltà.

Ma veniamo al punto. L’assessore Puccio, sin dal mese di febbraio, a nome di tutta l’Amministrazione Comunale, si è fatto promotore di incontri con i ceti ed i commercianti ed in quella sede si è appellato al senso di responsabilità di tutti in considerazione del fatto che quest’anno, diversamente dal recente passato, il comune non poteva assumersi direttamente alcun onere finanziario.

Per amore della verità e non per accampare meriti, è giusto ricordare che negli ultimi anni l’amministrazione Comunale, nonostante la grave sofferenza economica dell’ente, ha deliberato l’assegnazione delle risorse, con il parere contrario dell’ufficio finanziario e del Segretario Comunale, e, quindi, per dirla chiara e breve, a rischio e pericolo personale del sindaco e degli assessori.

E’ indubitabile, quindi, che la giunta non si è mai sottratta ai suoi doveri e certamente, mi sento di assicurare, non lo farà neppure adesso.



Siamo tutti consapevoli dell’importanza della festa perché, è fuori discussione, che la sua mancata realizzazione significa non solo deprimere la già fragile economia locale ma anche compromettere l’immagine esterna della città. E questo non ce lo possiamo consentire.

Purtroppo, è sotto gli occhi di tutti che la situazione ha subito una evoluzione in peggio tanto che l’ente, neanche con l’assunzione di responsabilità personale degli amministratori, si trova nella condizione di fare fronte alle spese (notevoli) che la sagra richiede.

Del resto, non ci vuole la palla di vetro per comprendere che il comune si trova dentro, per varie ragione che qui non è il caso di ripetere, una gravissima crisi finanziaria tanto è vero che ancora i dipendenti vantano la corresponsione di emolumenti stipendiali arretrati.

Allora, di necessità virtù. Abbiamo accelerato il percorso, oramai praticato diffusamente dalla quasi totalità dei comuni, di trovare le risorse all’interno della stessa manifestazione, possibilmente senza intaccare l’esangue bilancio comunale, in pratica, applicando il concetto “la festa paga la festa”.

Tutti sappiamo, infatti, che la nostra tanto invidiata Sagra non è solo spesa, un peso per la collettività ma è una risorsa con ampi spazi di introiti.

Ed ecco spiegate le ragioni del bando pubblicato che, si badi bene, in queste condizioni è l’unico strumento che consente, in attuazione del suddetto principio, di realizzare la festa anche senza l’intervento a perdere del comune.

In tale contesta, allora, diventa fondamentale impegnarsi a razionalizzare i costi, accentuare le entrate che pure ci sono e sono anche cospicue (spazi pubblici, sponsorizzazioni, pubblicità etcc) e, soprattutto, cambiare l’approccio del confronto, abbandonare antichi pregiudizi e sgomberare il campo da dannosi contrasti o da inutili prese di posizione.

Comunque, quel che è certo che l’impegno dell’Amministrazione comunale non solo non verrà meno, anzi saranno centuplicati gli sforzi per sostenere in primis i ceti e poi il soggetto che sarà chiamato ad effettuare il notevole sforzo organizzativo.

Sono convinto che nonostante il pessimismo che serpeggia la festa si farà regolarmente; naturalmente, a condizione che tutti, veramente e sinceramente e con la passione che ci contraddistingue, remiamo verso una unica direzione.


In attesa dell’esito del bando, lo scrivente insieme con l’assessore Enzo Puccio, che ringrazio per l’ottimo lavoro fin qui fatto, unitamente alla giunta, al presidente del Consiglio e Consiglieri, convocherà una riunione urgente con i ceti non per intavolare una trattativa classica tra parte e controparte, perché, a ben riflettere, stiamo tutti dalla stessa parte: quella della festa di Santa Croce.

Con il dialogo, il buon senso e la devozione alla festa, sono sicuro che tutti insieme saremo capaci di smussare gli angoli e di risolvere tutti i problemi.

Mi sento, perciò, di essere ottimista: la festa anche quest’anno si fa."


IL SINDACO
 

FONTE: www.sikelianews.it