libro

unesco2010

etv2

tatarata-riconoscimento-nazionale230x324

CIOFF-150x174
CIOFF Logo with Registration-150x82
mibac

Logo EDVision

 

 

Ideazione e testi del sito:
Orazio Ciccone 

 

Il Tataratà, nome onomatopeico derivante dal suono ritmato del tamburo,
è di certo fra i più antichi folklori al mondo ed ha origini imprecise.
Molte le interpretazioni che sono state date a quella che è oggi
una danza spettacolare e travolgente eseguita da duellanti armati di vere spade.

(Approfondimenti cliccando qui)

C O N T A T T I  A. F. C.  T A T A R A T A'
manina-mouse 30x36


"A li tempi antichi un uomo guardava vistiami, e ogni jornu un vò si mittiva 'n cunicchiuni nni ddu datu puntu e siccomu fu pri tri vonti, scavannu scavannu truvaru 'na cruci, ch'ancora esisti nni la chiesa di Santa Cruci, e cc'e un schirittu chi nun si pò lejiri da nisciuna prsuna. Pua cc'erano li Saracini... li Cristiani... e la forma di lu nostru tataratà..."
G. Pitrè in "Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani" (pag.74) Palermo. 1875

Il G. Pitrè, è autore di uno tra i più antichi documenti legati al Tataratà con il breve racconto della leggenda del ritrovamento della Croce.

 

acate-programma festa san vincenzo 2015 300x420   Ad Acate, cittadina a circa 35km Nord-Ovest del capoluogo Ragusa, sono in atto i festeggiamenti del Glorioso Martire San Vincenzo che hanno un alto richiamo turistico per i suoi riti religiosi e per le manifestazioni organizzate con in prima linea i raduni folkloristici. Gli Sbandieratori "Rioni Panzera", il Gruppo Folk "Città di Agrigento", i tamburi imperiali di Comiso, sfilata equestre "I Cavalieri di Biscari", Corpi Bandistici "Città di Acate" e "G.Rossini" di Pedalino ed il nostro TATARATA' di Casteltermini del presidente Dr.Galione, animeranno la domenica del 26 aprile prossimo con sfilate ed esibizioni per l'intera giornata di Festa.
   Come ben scrive la redazione di folklore.it: "La festa di San Vincenzo ha origini antichissime. Le prime notizie certe risalgono al 1722 e da allora, si ripete ogni anno la terza domenica dopo Pasqua. L'aspetto più importante è sicuramente quello religioso. Molte persone raccontano che per intercessione del Martire hanno ottenuto dal Buon Dio la grazia desiderata; questo spiega la straordinaria affluenza al Sepolcro soprattutto nel giorno della sua festa. La tradizione narra che il Corpo del Santo fu donato da Papa Clemente XI nel 1700 al Principe di Biscari, Vincenzo Paternò Castello, il quale lo custodì nell'abbazia di San Giuseppe, oggi chiesa di San Vincenzo."

   Tra gli appuntamenti più attesi della Festa c'era fino al 2009 il Palio dei cavalli, amato e seguito da molti, odiato e criticato da altri. La gara si svolgeva lungo la carreggiata stradale di Corso Indipendenza, una strada asfaltata che si estende per circa 900 metri ed è larga quasi 6. Notevole l'entusiasmo per l'evento che però è stato vietato, nel 2010 e negli anni a seguire, dal questore della Provincia anche dopo i richiami dell'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) che indicava rischi per uomini ed animali in un percorso troppo breve e troppo stretto per ospitare competizioni equestri.
   
acate-palio 300x201
     In riferimento al nominato Palio, nell'articolo del 14.04.2010 di ragusanews.com si legge:
"Il provvedimento di diniego è stato emesso a seguito della valutazione negativa espressa dal comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica nella seduta odierna. La valutazione segue l'attento esame delle risultanze degli accertamenti condotti, ai sensi della normativa vigente, sui fantini e sui proprietari dei cavalli, nonché delle attività info-investigative espletate in merito che fanno ritenere la sussistenza di interessi della criminalità organizzata e collegamenti con la criminalità di stampo mafioso. E' stato pertanto ritenuto necessario per evitare negative ripercussioni sull'ordine e la sicurezza pubblica, per garantire la tutela della salute dei cavalli partecipanti e nel preminente interesse della comunità di Acate."

 

acate-san-vincenzo300x225

   Si racconta che il Palio, orgoglio di molti acatesi, aveva origini nella storia di Biscari. Il Principe, infatti, per saggiare e dimostrare il valore dei suoi cavalieri, organizzava una competizione, caratteristica comunque di altri paesi con origini feudali. Si racconta anche che la gara anticamente veniva fatta con i cavalli da tiro che dopo avere arato la terra o trasportato carichi pesanti di merci, nel pomeriggio del sabato e della domenica gareggiavano con altri cavalli per una corsa dimostrativa, mai competitiva, ed erano cavalcati da semplici contadini. Con il tempo la corsa ha assunto un carattere totalmente diverso, i cavalli sono diventati cavalli da corsa sempre più competitivi che hanno aumentato rischi e critiche fino appunto allo stop.
 
   La Festa rimane, anche senza il suo Palio e come scritto in apertura, di grande richiamo turistico; il programma ha visto il suo inizio nella domenica del 19 aprile e vedrà il giorno di chiusura nella domenica del 3 maggio 2015.