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Ideazione e testi del sito:
Orazio Ciccone 

 

Il Tataratà, nome onomatopeico derivante dal suono ritmato del tamburo,
è di certo fra i più antichi folklori al mondo ed ha origini imprecise.
Molte le interpretazioni che sono state date a quella che è oggi
una danza spettacolare e travolgente eseguita da duellanti armati di vere spade.

(Approfondimenti cliccando qui)

C O N T A T T I  A. F. C.  T A T A R A T A'
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"A li tempi antichi un uomo guardava vistiami, e ogni jornu un vò si mittiva 'n cunicchiuni nni ddu datu puntu e siccomu fu pri tri vonti, scavannu scavannu truvaru 'na cruci, ch'ancora esisti nni la chiesa di Santa Cruci, e cc'e un schirittu chi nun si pò lejiri da nisciuna prsuna. Pua cc'erano li Saracini... li Cristiani... e la forma di lu nostru tataratà..."
G. Pitrè in "Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani" (pag.74) Palermo. 1875

Il G. Pitrè, è autore di uno tra i più antichi documenti legati al Tataratà con il breve racconto della leggenda del ritrovamento della Croce.

 

cittadelvaticano-2000IMG 6230Le due sedi papali sono state teatro del folklore Castelterminese.

Il Gruppo Folklorico del Tataratà, al cospetto di Papa Giovanni Paolo II in occasione del Grande Giubileo del 2000 in Piazza San Pietro in Vaticano, si esibiva nella sua spettacolare danza con le scimitarre, questa si è ripetuta dopo 19 anni in Piazza dei Papi ad Avignone in Francia.

L'occasione è "La Bella Italia", organizzata dal Comune di Avignone, dal Consolato Generale d'Italia a Marsiglia, dall'Istituto Italiano di Cultura e dalla Camera di Commercio per la Francia di Marsiglia.

La città di Avignone ed i suoi turisti hanno applaudito il Tataratà, la sua energica danza ha conquistato tutti i presenti. avignone NP91937
Il gruppo del Tataratà ricambia l'entusiasmo nella visita al Palazzo dei Papi. La residenza pontificia Costruita a partire dal 1335, in meno di vent'anni, è essenzialmente opera di due papi costruttori, Benedetto XII e il suo successore Clemente VI. Il complesso architettonico è tutelato dall'UNESCO come «patrimonio mondiale dell'umanità» ed è anche tra i 10 monumenti più visitati in Francia.

Grazie a tablet interattivi, con l'ausilio di tecnologie in 3D, realtà aumentata e di un potente sistema di geolocalizzazione, il gruppo del Tataratà ha potuto vedere a 360 gradi com'era il palazzo nel suo massimo splendore, conoscere storia, curiosità, colori, tappezzerie, arredamento, mobili, oggetti e perfino cibo originali del tempo. Tra le sale più interessanti, appunto, la "cucina alta" fatta costruire nel 1342 da Clemente VI, chiamata così perché situata nell'ultimo piano di una torre e con una cappa in pietra da guinness dei primati con i suoi 18 metri di altezza. Affascinante anche la sala del Tesoro Papale, il luogo più protetto del Palazzo che, grazie a recenti scoperte del 1985, si è arricchito di nascosti bauli in muratura sotto il pavimento. Sono 25 le sale aperte al pubblico, alcune dalle straordinarie dimensioni come le sale di gala, la Grande Cappella Clémentine in cui si svolgevano le cerimonie e la sala del Gran Tinello, adibita a banchetti. Al Palazzo non mancano terrazze che godono di vasti panorami sulla Città di Avignone e sul fiume Rodano.

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Il week-end del Tataratà in Francia del 5-6 ottobre 2019 è un successo a 360°.

 

 

 



La Galleria fotografica a cura dell'AFC
e di Annamaria Perna di Avignone

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